Offida
Cittadina di origine antichissima, situata a metà dell’ampia fascia collinare tra i fiumi Tronto e Tesino a 293 metri di altitudine sul livello del mare, affonda le sue radici in un passato lontanissimo. Fondata dai Pelasgi, fu abitata prima dai Piceni, poi dai Romani e dai Longobardi. Visse il periodo di massimo splendore nel Medioevo e divenne libero comune nel sec. XIII. Fu teatro di lotte interne tra Boldrini (ghibellini) e Baroncelli (guelfi), lotte che si conclusero solo nel 1533. Dal sec. XVI fu sotto il dominio della Chiesa, fino al 1860, quando insorse, insieme ad altri comuni, contro lo Stato Pontificio e venne inclusa nel 1861 nella Provincia di Ascoli Piceno. Il centro storico di Offida è racchiuso all’interno delle Mura Castellane, risalenti al sec. XII. Altro importante monumento è il Palazzo Comunale, struttura risalente ai secoli XI-XII. All’interno del Palazzo Comunale si trova il Teatro Serpente Aureo. Nell’itinerario turistico non possono essere dimenticate: la Chiesa della Collegiata, la Chiesa dell’Addolorata in cui è custodita la Bara del Cristo Morto, la Chiesa di S. Agostino, con l’annessa Cappella del Miracolo Eucaristico e la Chiesa del Beato Bernardo. Da visitare anche il Museo di Offida, allestito all’interno dell’ottocentesco Palazzo De Castellotti . Il monumento più insigne di Offida è rappresentato dalla chiesa di Santa Maria della Rocca, ricostruita nel 1330 su una chiesina dell’XI secolo. In origine, infatti, al posto della chiesa, si trovava un castello di età longobarda con annessa una chiesa di piccole dimensioni, appartenente a Longino D’Azzone, signore offidano di origine franco-tedesca. Nel 1039 il castello e la piccola chiesa vennero donati all’abbazia di Farfa ed entrò in possesso dei monaci benedettini. All’ interno della cripta, che si estende per tutta l’ area del piano superiore, ci sono numerose colonne in laterizio con capitelli smussati agli angoli che sorreggono arcate a sesto acuto e a tutto sesto. Ancora è conservata una parte degli affreschi, attribuiti al Maestro di Offida, raffiguranti i cicli di S.Caterina di Alessandria, S. Lucia e diversi altri santi e Vergini in trono. La chiesa superiore, ad una sola navata, presenta tracce di affreschi che un tempo rivestivano completamente le pareti. Ben conservati sono quelli del catino absidale raffiguranti profeti, angeli musici e Sante Vergini, opera del maestro milanese Ugolino di Vanne. A sinistra del transetto si riconoscono le storie della vita di S. Benedetto; sullo stesso lato della navata una Madonna del Latte con S. Sebastiano, opera di Fra Marino Angeli. Sul lato opposto una deposizione,una crocifissione ed una Madonna con Bambino e Santo, unico affresco di età rinascimentale, attribuito a Vincenzo Pagani.
Articoli di questa rubrica
di I sapori del Piceno

